L'AUTORE
Il domenicano francese Réginald Garrigou-Lagrange (1877-1964),autore di importanti opere di filosofia della conoscenza, di teologia dogmatica e di spiritualità, è una figura di spicco del movimento neo tomistico promosso da papa Leone XIII nel 1879 con l’enciclica Aeterni Patris. Agli inizi del Novecento polemizzò con gli studiosi cattolici favorevoli alle tesi del modernismo teologico, condannato da san Pio X nel 1907 con
l’enciclica Pascendi. Influì sulla decisione di Jacques Maritain di allontanarsi dalla scuola di Henri Bergson per unirsi ad altri filosofi francesi, come Étienne Gilson, impegnati a recuperare il realismo metafisico di Tommaso d’Aquino. Garrigou-Lagrange ha insegnato per molti anni a Roma, presso l’Ateneo “Angelicum”, dove ha anche diretto la tesi dottorale di Karol Wojtyla,il futuro papa Giovanni Paolo II.
DESTINATARI
Studiosi di filosofia e di teologia, sacerdoti, catechisti, docenti di Religione cattolica.
L'OPERA
Dal punto di vista storico-filosofico, questo denso trattato di Garrigou-Lagrange costituisce un’importante novità in seno al movimento neotomistico, in quanto porta al centro della questione critica la nozione moderna di “senso comune”, mai tematizzata nel tomismo classico. Anche dal punto di vista teologico-fondamentale l’opera è stata e resta un decisivo contributo all’ermeneutica del dogma,avendo dimostrato
come sia impossibile l’unità nella fede senza un’univoca e giustificata interpretazione delle formule dogmatiche, interpretazione che a sua volta non è possibile se non si tiene conto del contenuto metafisico delle verità soprannaturali, materialmente coincidente con le certezze naturali del senso comune, e quindi rapportabili a quelle premesse razionali della fede nella Rivelazione che Tommaso d’Aquino denomina
“praeambula fidei”.
Francesco Coralluzzo Oltre il relativismo. Comprendere e superare le ragioni di Nietzsce, Heidegger e Vattimo
Francesco Coralluzzo
Oltre il relativismo
Comprendere e superare le ragioni di Nietzsce, Heidegger e Vattimo
Collana “Biblioteca di Sensus communis”, n. 9 (BSC 9)
CONTENUTO
ll relativismo, come rilevano unanimemente gli studi di sociologia della conoscenza, è la cultura oggi dominante, quella che orienta in tutto l'Occidente il costume sociale e l'etica pubblica, fino al punto da costituire il linguaggio stesso delle ideologie politiche. Il relativismo non è una posizione teoretica ma un atteggiamento della mente e della volontà di molte persone del nostro tempo, le quali dipendono, spesso inconsciamente, dal pensiero di quei filosofi di fine Ottocento e del Novecento che hanno teorizzato il nichilismo, ossia la critica di tutti i valori, a cominciare dalla verità. I più influenti promotori del nichilismo filosofico (i tedeschi Nietzsche e Heidegger) hanno trovato un efficace divulgatore nell'italiano Gianni Vattimo, che tra l'altro ha coniato la fortunata formula del "pensiero debole". Le ragioni del relativismo, esaminate criticamente, appaiono paradossali e contraddittorie, come lo sono tutte le forme storiche dello scetticismo, ma non mancano di qualche rilevamento fenomenologico che può essere utilizzato dalla riflessione filosofica, quando sia sinceramente intenzionata a riconoscere le verità iniziali contenute nell'esperienza comune e a ricercare quelle verità ulteriori che siano accessibili alla "ragione ragionante", pur nei suoi innegabili limiti costitutivi.
DESTINATARI
Pubblico colto in generale, studiosi di sociologia, dottrine politiche, filosofia e di teologia, sacerdoti, catechisti, docenti di Religione cattolica.
L'AUTORE
Francesco Coralluzzo (Salerno 1974) è socio dell'ISCA (International Science and Commonsense Association) e insegna Filosofia nell'Istituto Teologico di Salerno. Un primo intervento sull'argomento di questo suo libro è costituito dal saggio Senso comune e ricerca della verità. Contro il relativismo (Roma 2006). Ha inoltre pubblicato un importante saggio di estetica (La percezione della bellezza, Roma 2008).
Giovanni Paolo II Fede e ricerca. L'encliclica "Fides et ratio". Testo italiano integrale.
Giovanni Paolo II
Note e commento epistemologico a cura di Antonio Livi
Fede e ricerca
L'enciclica "Fides et ratio"
Testo italiano integrale
Collana “La filosofa nella teologia”, n. 3 (FT 3)
ISBN 978-88-88926-71-1 Seconda edizione 2013 aggiornata e aumentata.
CONTENUTO
L'enciclica Fides et ratio, pubblicata dal beato Giovanni Paolo II il 14 settembre 1998, si colloca in un momento storico-culturale caratterizzato, per quanto riguarda il pensiero cattolico, da dubbi circa il carattererazionale della fede cristiana e, conseguentemente, da incertezze circala scelta delle categorie filosofiche più ideonee per la corretta interpretazionedel dogma.
Papa Wojtyla, da sempre sensibile alle conseguenzepastorali che questi problemi impolicano, richiama gli interventi delmagistero della Chiesa su tale materia negli ultime cent'anni – dalla costituzione dogmatica Dei Filius del concilio Vaticano I (1870) e dall'enciclica Aeterni Patris Filius di Leone XIII (1878) fino all'enciclica Humani generis di Pio XII (1950) e alla costituzione dogmatica Dei Verbum del concilio Vaticano II (1965) – e ricorda ai teologi la necesssità di interpretare il contenuto razionale dei misteri rivelati con le categorie proprie della metafisica, sapendo sempre passare "dal fenomeno al fondamento".
L'attualità dei criteri di ermeneutica teologica che hanno ispiratole direttive della Fides et ratio risulta evidente quando si rilevi la persistenza, nella cultura cattolica, di quelle derive scetticheggianti (fideismo) o neo-idealistiche (razionalismo) che papa Wojtyla aveva inteso denunciare. Il magistero di Benedetto X VI, peraltro, non ha fatto che ribadire quei criteri, insistendo sulla necessità di salvaguardare la razionalità intrinseca alla fede.
DESTINATARI
Studiosi di filosofia e di teologia, sacerdoti, catechisti, docenti di Religione cattolica.
L'AUTORE
Antonio Livi, presidente dell'Unione apostolica "Fides et ratio" per la difesa scientifica della fede cattolica, introduce, annota e commenta l'enciclica di papa Giovanni Paolo II avvalendosi della competenza maturata in cinquant'anni di studi sui rapporti tra la fede cristiana e la ricerca filosofica, documentati da pubblicazioni come Il cristianesimo nella filosofia (1969), Tommaso d'Aquino, il futuro del pensiero cristiano (1997), Razionalità della fede nella Rivelazione (2005), Premesse razionali della fede (2008), Filosofia e teologia (2009) e Vera e falsa teologia (2012).
Giovanni Covino (Ed.) La nozione di "Senso comune" nella filosofia del Novecento
Giovanni Covino (Ed.)
La nozione di "Senso comune" nella filosofia del Novecento
Saggi sul pensiero di Réginald Garrigou-Lagrange, Jacques Maritain, Étienne Gilson, Hanna Harendt, Hans-Georg Gadamer, Luigi Pareyson, Antonio Livi.
Collana “Sensus communis - Annuario internazionale di logica aletica”, n. 16 (SC 16)
Sensus communis – Annuario internazionale di logica aletica pubblica con periodicità annuale una sintesi aggiornata delle ricerche sulla logica aletica, la nuova disciplina filosofica che – secondo l’impostazione che le ha dato Antonio Livi – costituisce un’applicazione sistematica della filosofia del senso comune ai problemi attuali dell’epistemologia. Tali ricerca consentono di comprovare dialetticamente la funzione critica della logica aletica e l’irrinunciabilità della nozione di “senso comune”, se intesa nella sua accezione propriamente epistemica e non meramente sociologica o psicologica. In effetti, i migliori risultati speculativi ottenuti dal pensiero contemporaneo con gli sviluppi della logica aletica (Charles S. Peirce, Ludwig Wittgenstein, Étienne Gilson, Luigi Pareyson, Romano Guardini, Hans-Georg Gadamer, Enrico Castelli, John Searle, Donald Davidson) mettono a frutto le intuizioni dei moderni filosofi del senso comune (Blaise Pascal, Claude Buffier, Thomas Reid, Giambattista Vico, Antonio Rosmini, Jaime Balmes), i quali seppero evitare che tutta la modernità restasse chiusa nella dialettica tra lo scetticismo humiano e il razionalismo spinoziano. Fondato nel 2000 da Antonio Livi, Sensus communis si avvale della consulenza scientifica di un Advisory Board composto da Evandro Agazzi, Fancesco Arzillo, Umberto Galeazzi, Tomás Melendo Granados, José Meseguer, Pier Paolo Ottonello, Walter Redmond, Dario Sacchi, Juan José Sanguineti, Robert Trundle, Berthold Wald.
QUESTA MONOGRAFIA
I contributi in italiano, francese e inglese, qui pubblicati a cura di Giovanni Covino, mettono a confronto alcuni importanti pensatori del Novecento riguardo al problema dell’uso filosofico della nozione di “senso comune”, verificando se e come essa sia stata adeguatamente tematizzata in un contesto di logica aletica. La rassegna prende inizio dal francese Réginald Garrigou-Lagrange (autore del celebre saggio su Le Sens commun, la philosophie de l’être et les formules dogmatiques), continua poi con due altri filosofi francesi (Jacques Maritain ed Étienne Gilson, esponenti del tomismo che traggono ispirazione dal pensiero di Garigou-Lagrange) e con i tedeschi Hannah Arendt (filosofa ebrea che utilizza il criterio etico del common sense nella sua critica del totalitarismo) e Hans-Georg Gadamer (principale esponente della scuola ermeneutica, che recupera il sensus communis di Vico), e finisce con gli italiani Luigi Pareyson (autore del saggio su Senso comune e verità) e Antonio Livi (autore del trattato Filosofia del senso comune. Logica della scienza e della fede).
Mario Mesolella (ed) Realismo e fenomenologia
Mario Mesolella (ed.)
Realismo e fenomenologia
La proposta di Francesco Arzillo sul fondamento della logica aletica, esposta e commentata da Leonardo Messinese.
Con una replica di Antonio Livi.
Collana “Quaderni di Logica Aletica”, n. 2 (QLA 2)
I “Quaderni di logica aletica” presentano i risultati degli studi promossi da Antonio Livi come presidente dell’International Science and Commonsense Association (ISCA). In questo quaderno sono pubblicati gli Atti
della tavola rotonda organizzata dall’ISCA presso l’Università Lateranense per discutere la proposta di Francesco Arzillo sul fondamento della logica aletica, in dialogo con Antonio Livi. La discussione, moderata
da Angela Ales Bello, è stata introdotta da Leonardo Messinese e ha dato modo di chiarire i rapporti tra la “filosofia del senso comune” di Livi, il realismo di Etienne Gilson (al quale si richiama Livi) e l’analisi del giudizio elaborata da Edmund Husserl con i principi metodologici della fenomenologia.
GLI AUTORI
Gli autori delle relazioni sono: Leonardo Messinese, ordinario di Storia della Filosofia moderna nell’Università Lateranense; Francesco Arzillo, giudice amministrativo, autore nel 2011 de Il fondamento del giudizio, opera discussa in questa tavola rotonda; Antonio Livi, professore emerito di Filosofia della conoscenza nell’Univesità Lateranense e autore di Filosofia del senso comune, alle cui tesi si riallaccia criticamente la proposta di Arzillo. Intervengono nel dibattito Massimiliano Del Grosso, Mario Padovano, Fabrizio Renzi e Giovanni Covino. L’ingroduzione e la conclusione degli Atti sono di Mario Mesolella.
Casa editrice "Leonardo da Vinci" di Amanda Chipana
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