CASA EDITRICE LEONARDO DA VINCI
BIBLIOTECA DI "SENSUS COMMUNIS"


La Biblioteca di "Sensus communis", che si affianca all’omonima rivista trimestrale fondata da Antonio Livi ("Sensus communis - An International Quarterly for Studies and Research on Alethic Logic"), pubblica testi e monografie che documentano le vicende della nozione filosofica di "senso comune", nozione nata nel Rinascimento ad opera degli umanisti (Lorenzo Valla, Juan Luis Vives), i quali ripresero in chiave antiscettica la nozione ciceroniana di "communis consensio" o "sensus communis". In seguito, tra la fine del Seicento e la metà del Settecento, la tradizione umanistica si fonde con la reazione al cartesianesimo e allo scetticismo nella filosofia del francese Claude Buffier e dello scozzese Thomas Reid (che da Buffier dipende), come anche nella filosofia originale e innovativa di Giambattista Vico.
La nozione filosofica di "senso comune", grazie soprattutto alla scuola scozzese e ai suoi seguaci francesi, si ritrova poi in Antonio Rosmini e in numerosi esponenti minori della filosofia ottocentesca (Cournot, Balmes, Newman, Maine de Biran), ma è solo con il Novecento che essa incontra gli interessi speculativi di parecchi esponenti del tomismo (Réginald Garrigou-Lagrange, Jacques Maritain, Etienne Gilson), della filosofia ermeneutica (Hans-Georg Gadamer, Luigi Pareyson), della filosofia analitica (George Edward Moore, Ludwig Wittgenstein, Alfred Ayer, Frederick Strawson), dell’epistemologia (Michael Polanji) e dell’esistenzialismo (Hannah Arendt, Enrico Castelli).
L’interesse di questa documentazione storiografica sta nel fatto che la nozione di "senso comune" si colloca nel punto di intersezione delle due fondamentali e opposte tendenze del pensiero moderno: da una parte l’immanentismo razionalistico, che si capovolge ineluttabilmente nello scetticismo (pragmatismo, esistenzialismo, fallibilismo, "pensiero debole"); dall’altra il realismo metafisico, che rinuncia ai sistemi onnicomprensivi ma si ritiene capace di fondare il valore di verità - sia pure con una severa demarcazione dei rispettivi limiti — della filosofia, delle scienze, della fede e delle norme fondamentali della legge morale, anche nella dimensione politica (diritti della persona umana, bene comune della società civile). Tra queste due tendenze del pensiero moderno i contemporanei devono saper scegliere, perché è ingiustificata l’idea corrente che solo una di esse - la prima - rappresenti l’essenza della modernità e che ad essa occorra adeguarsi acriticamente. E la nozione di "senso comune" è la chiave epistemica per operare questa scelta.

This series, in connection with the international quarterly "Sensus communis", is devoted to essays on the philosophical notion of "common sense". First and second sections include studies on history of philosophy, and third section deals with theoretical studies.

                        Sezione I         Testi classici della filosofia del senso comune

                        Sezione II        Filosofi del senso comune nel Novecento

                        Sezione III      Saggi di teoria sul senso comune