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( I edizione 2002, pp. 121, € 15,00) (II
edizione riveduta e aumentata, 2005, pp. 200, € 18,00)
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IL LIBRO
La
fede cristiana, tanto nel suo aspetto oggettivo, ossia come dottrina (fides
quae creditur), quanto nel suo aspetto soggettivo, ossia come credenza
(fìdes quae creditur), non è solo materia di riflessione per la
teologia ma interessa necessariamente la filosofia. L’atto mentale per il quale una
coscienza ritiene di poter accettare come vera
la rivelazione di Cristo (completamento e perfezionamento della rivelazione dei
Profeti), è stata fm dall’inizio un inevitabile oggetto di studio e
di discussione per i filosofi, sia credenti che non credenti. La categoria
stessa di “fede”, ignota al pensiero greco classico, è diventata ormai una
categoria filosofica fondamentale, anche dopo la separazione moderna della
filosofia dalla teologia, e lo stesso è avvenuto con la categoria di
“rivelazione” (si pensi a filosofi come Schelling, Schleiermacher, Kierkegaard,
James, Jaspers). Particolarmente interessata al problema della fede nella
rivelazione è la filosofia della conoscenza, dove si formula questa cruciale
domanda: se la fede di un cristiano consiste nel sapere che in Dio ci
sono tre Persone uguali e distinte e che il Verbo si è
fatto carne (sono i due principali “misteri della fede”), come fa il credente a
sapere che la sua credenza è fondata? In altri termini, la fede può esibire
delle giustificazioni di fronte al pensiero critico? La fede, riflettendo su
se stessa, può rilevare la sua componente razionale? Su questo
problema, com’è noto, ci sono due opposte posizioni. La prima posizione è quella
dei fideisti (a cominciare da Kierkegaard), i quali
sostengono che la fede è un “salto nel vuoto”,
ossia un atto libero e gratuito, un gesto del “cuore” che non
necessita di presupposti razionali, e che proprio questa è la sua grandezza e il suo
merito. La seconda posizione è quella dei
razionalisti (a cominciare da Hegel), i quali sostengono
che la fede, proprio perché è priva di giustificazioni
razionali, è da considerarsi un impulso
cieco che la filosofia deve superare come
fase, prescientifica (provvisoria, inferiore) della coscienza. In questo
fascicolo della “Grande Enciclopedia Epistemologica” la razionalità della fede
nella rivelazione divina viene esaminata senza preconcetti o riduzionismi, sulla scorta della logica
aletica (disciplina che studia i criteri di base per l’accertamento della verità
in ogni campo del sapere), mettendo a
fuoco il problema della credibilità del
testimone, fondamento della conoscenza per testimonianza. L’esame è condotto
mostrando innanzitutto la logica interna all‘atto di fede, così
come essa si presenta nella prassi cristiana, e confrontandola
poi criticamente con le interpretazioni filosofiche che ne sono state
proposte nel corso dei secoli, fino ai nostri giorni. Senza invadere
il campo proprio della “sacra teologia”, ma dando il
giusto rilievo alla “teologia filosofica”, questa indagine giunge a delle
conclusioni equilibrate e convincenti, tali da rispettare il mistero della
Trascendenza ma anche l’evento storico della Parola che dal cuore del Mistero è giunta all’uomo e gli ha fornito l’accesso alla verità che
salva.
L'AUTORE
Antonio Livi è ordinario di Filosofia della conoscenza nell’Università Lateranense.
Il problema della natura epistemica della fede cristiana in rapporto alla filosofia
è sempre stato al centro dei suoi interessi speculativi e su questo
argomento ha pubblicato Il cristianesimo nella filosofia. Il problema della
filosofia cristiana nei suoi sviluppi storici e nelle prospettive attuali
(L’Aquila 1969), Etienne Gilson: filosofia cristiana e idea del limite
critico (Pamplona 1970), Blondel, Bréhier, Gilson, Maritain: il
problema della filosofia cristiana (Bologna 1978), Filosofia del senso comune. Logica della scienza e della fede
(Milano 1990) e Tommaso d’Aquino: il futuro del pensiero cristiano (Milano 1997). Il quadro epistemico nel quale
si inseriscono le considerazioni del presente lavoro si trova nelle sue ultime
opere: Verità del pensiero. Fondamenti di logica aletica (Roma 2002) e
Senso comune e logica aletica (Roma 2005).

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