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Recensioni
Commenti (2003, pp.
104, € 18,00)
IL VOLUME Contro
la pretesa razionalistica di ridurre il valore della conoscenza alla logica
deduttiva, il presente saggio recupera la nozione classica di "intellectus"
come approccio vitale e unitario della persona alla realtà, distinto e più
fondamentale rispetto alla "ratio" discorsiva e calcolante. L’intelligenza,
scrive l’autore, è "conquista e dono, terza dimensione tra ragione e
fede rappresentativa dello stesso mistero dell’uomo, quale creatura fatta a
immagine e somiglianza di quel Dio che, poco a poco, rivela il suo volto. Quel
Dio cui l’intelligente non può che tentare di avvicinarsi umilmente, dopo
aver preso coscienza della propria miseria e della necessità della
preghiera". L’intelligenza richiede da ogni persona la pazienza di
tornare sempre ad apprendere dalle cose e dall’esperienza altrui, nonché un
lavoro continuo di autoformazione; al livello della speculazione filosofica, l’intelligenza
comporta l’utilizzo accorto dei risultati delle scienze dell’uomo e della
società, e la capacità di cogliere i segni del soprannaturale nella storia.
Come scrive l’autore, "in questo libro non è stata concepita una teoria
e si è cercato soprattutto di fare attenzione per non proporre nuove ideologie,
offrendo soltanto alcune indicazioni perché non siano rinnovati miti e anche
metodi rivolti a trasformare (anche con ingenuità) il mondo, e tuttavia
spacciati per scienza. In sostanza, è stato riaffermato il primato dell’uomo
consapevole, nella sua esistenza concreta, individuale-universale".
L'AUTORE
Osvaldo Desideri, fondatore e direttore
della rivista filosofica Poietica (Roma), è stato allievo di Guido
Calogero e di Carmelo Ottaviano. Ha poi sviluppato autonomamente una sua
filosofia dell’intelligenza vitalmente impegnata, da lui denominata appunto
"poietica" e descritta come espressione sintetica dell’io pensante e
responsabile. L’opera fondamentale dell’autore è Filosofia dell‘
intelligenza (1981), della quale questo saggio vuole essere una sintesi
aggiornata.

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